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Quando il vino incontra la musica

Quartetto d'archi

Quartetto d'archi

Spesso mi sono chiesto quanto impieghi l’ultima nota di un brano musicale a spegnersi del tutto.
Non solo fisicamente, come vibrazione sonora, ma come vibrazione emotiva.

P. Maurensig, “Canone Inverso”

I musicisti abbassano gli archetti al termine del rutilante tango “Por una cabeza” di Gardel, si scambiano complici una rapida occhiata e poi si rivolgono al pubblico che li saluta e ringrazia con un lungo ed emozionato applauso.

È stata proprio l’emozione a fare da filo conduttore a “Le note del vino” e la “vibrazione emotiva”, come la definisce Maurensig, non si è ancora spenta.

In una tiepida serata di fine estate, la musica e il vino sono stati i protagonisti di un intreccio sensoriale unico. Il Maestro Damiano Pavan e i suoi amici musicisti Alessandro, Enrica e Andrea hanno “ascoltato” il vino e selezionato brani che riuscissero a tradurre in musica le sensazioni percepite. Grazie alla loro preziosa collaborazione, abbiamo regalato al vino un suono per poterlo degustare in un modo inedito e appassionante.

Con questo post vogliamo raccontarvi i vini e i brani che sono stati abbinati ed eseguiti dal quartetto d’archi DEA, provando a trasmettere un po’ di quella indimenticabile serata.

Allestimento tavolo

Grapariol Colfondo Veneto IGT 2019 –  W. A. Mozart, “Eine kleine Nachtmusik” I

L’inizio “scoppiettante” di questa Serenata di Mozart ricorda molto la stappatura del Grapariol e il suo impatto visivo caratterizzato da una spuma densa e compatta e da bollicine che risalgono velocemente nel calice. Un andamento vivace e brioso accompagna un ventaglio olfattivo incentrato su sferzanti note agrumate. Il brano procede con una tessitura più morbida e malleabile con picchi di vivacità che caratterizzano tutta l’esecuzione, così anche la presenza di lieviti in bottiglia conferiscono al vino una discreta morbidezza al sorso ma la natura rustica del vitigno continua a palesarsi con una vibrante acidità che ci accompagna fino in fondo al brano.

Manzoni Bianco Veneto IGT 2019 – J. Pachelbell, Canone

Le caratteristiche del Riesling renano e del Pinot bianco sono racchiuse nei piccoli grappoli di Manzoni Bianco che ci regalano un vino estremamente fine che si svela lentamente. Così come il pedale ritmico e armonico del violoncello supporta e arricchisce l’intera esecuzione, i sentori di delicate note tostate fanno da sfondo e donano complessità a questo vino di indubbia eleganza. L’equilibrata morbidezza e la fresca mineralità offrono un sorso vellutato e gentile che accarezza e avvolge il palato. Le note avvolgenti dei violini e della viola, che entrano progressivamente intrecciando la stessa linea melodica, seguono un andamento sinuoso fino a creare un unicum caratterizzato, come il nostro Manzoni Bianco, da una leggiadra complessità.

Linda degustazione

Raboso Veneto IGT 2018 – A. Vivaldi, Concerto per archi in Sol Maggiore (Alla Rustica)

Il Raboso bisogna saperlo aspettare: aspettare per vendemmiarlo e aspettare per degustarlo. Il tempo riesce a limare un po’ le sue asperità ma non il suo carattere irruento. La sua natura rustica e indomabile ben si abbina a questo brano di Vivaldi. Dedicato alla vita rurale cadenzata dal lavoro nei campi e dal susseguirsi delle stagioni, questo concerto per archi è strutturato in 3 movimenti. Il primo scalpita a briglia sciolta come il Raboso che si presenta subito con il suo aspetto più spigoloso. Lo stacco lento e riflessivo del secondo movimento ci porta alla natura più meditativa del vino, a un tempo di attesa che conduce a un vivace ed elegante ritmo di danza che, come per il Raboso, sembra aver raggiunto un equilibrio.

Refosco dal Peduncolo Rosso Veneto IGT 2019 – P. Mascagni, Intermezzo della cavalleria Rusticana.

Attraverso le note di questo brano Mascagni narra le emozioni autentiche e veraci che agitano gli animi della gente del popolo. Si approccia con gentilezza, con un incipit quasi timido così come il Refosco che si presenta con delicati ma intensi profumi di frutta rossa che lasciano presagire una discreta morbidezza. La lenta entrata in scena di speziature pepate e note balsamiche procede di pari passo con l’Intermezzo che gradualmente si apre in un racconto melodico elegante, sinuoso e complesso che regala sensazioni forti e inattese che culminano in un sorso equilibrato dotato di una struttura importante e una buona freschezza.

Damiano al violino

Doraj Bianco Passito Veneto IGT 2018 – L. v. Beethoven, Op. 50 Romanza in Fa maggiore

Un vino prezioso che attrae subito al primo sguardo. L’olfatto, catturato dalla complessità di sensazioni, indugia nel calice scoprendo continuamente nuove sfumature. Così si presenta anche questo brano che racconta il tormentato spirito beethoveniano. I fraseggi e gli accenti improvvisi ci conducono al suo interno e accompagnano la degustazione del vino con una andamento sensuale e di continua scoperta. Suadente ed elegante, si svela con intrigante parsimonia. Il sorso avvolgente si contraddistingue per una freschezza caratteristica come la Romanza che, pur nella sua complessità, mantiene una leggerezza ammaliante.

Una serata di fine estate non può che concludersi con il nostro iconico Sorbetto di Pesca e Grapariol assaporato ascoltando il concitato tango Por una Cabeza di C. Gardel che, con le sue note appassionate, ci conduce al termine di questo evento che è riuscito a coinvolgere nella degustazione i nostri cinque sensi e che ci regalato emozioni intense e qualche momento di commozione.

Per ricordare l’evento, abbiamo raccolto i migliori scatti fotografici della serata in questa gallery.

Ora tocca stappare una buona bottiglia, mettervi comodi e provare l’abbinamento con la vostra musica preferita. Noi abbiamo creato la playlist “Le note del vino” su Spotify per far rivivere questa serata.

Playlist Spotify
Clicca l’immagine per ascoltare la playlist “Le note del vino” su Spotify.

 

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