La Storia

Nonni con Nadia e Diego

La nostra azienda, situata sulla sponda destra del fiume Piave racconta una storia di famiglia, di tradizioni, di passione per la terra e di valorizzazione dei vitigni locali come il Raboso e il Grapariol.


Il passato

Bisnonni

La nostra storia comincia nel 1931. Nonno Piero Toninato si stabilì con la moglie e 7 figli piccoli nella casa colonica affacciata su un’ampia campagna. Conosceva bene queste terre argillose di Zenson di Piave, le “terre grosse”. Le aveva viste martoriate durante il servizio militare nel periodo in cui la Grande Guerra stava sconvolgendo il nostro piccolo paese. Aveva lasciato la natìa Meolo portandosi dietro pochi bagagli e tanta voglia di ricominciare. Su queste terre ferite avrebbe affondato nuove radici per una numerosa famiglia inseguendo il sogno di una campagna rigogliosa.

Negli anni successivi nacquero altri 5 figli e nonno Piero coinvolse tutti nelle numerose attività di campagna tra cui spiccavano la coltivazione dei vigneti a Bellussi e la produzione di vino destinato soprattutto alle osterie del territorio.

Questo lavoro delicato ma affascinante diventò presto una vera passione per il figlio Alessandro. Egli ne fece la propria attività con la collaborazione preziosa della moglie Odilia e dei figli Nadia e Diego.

Fu proprio Diego a prendere le redini dell’azienda dopo la perdita del padre. Apportò continue migliorie sia in campo viticolo che in quello enologico e mise a dimora varietà locali come il Raboso Piave, il Raboso Veronese e l’antico Grapariol (Rabosina bianca). Grazie alla sua professionalità e al suo entusiasmo, Diego ha indelebilmente legato il suo nome al marchio “Terre Grosse”.

Il presente

Denise Nicola Linda Nadia in cantina

Dopo la prematura perdita di Diego nel 2012, Nadia tornò tra questi vigneti determinata a proseguire l’attività del fratello, coinvolgendo in questa avventura anche i figli Nicola e Denise e la nuora Linda.

Ora tocca a noi prenderci cura di questi vigneti e della cantina. La nostra missione è mantenere salde le radici e recuperare le tradizioni, apportando però le più moderne conoscenze provenienti da settori diversi e trasversali a quello dell’agricoltura, con l’obiettivo di rendere l’azienda più sostenibile.

La questione della sostenibilità è stato il nostro cruccio fin da subito. Nel 2015 abbiamo iniziato il percorso di conversione al biologico che ci ha condotti, con la vendemmia del 2018, a ottenere la certificazione bio.

In questi ultimi anni sono state apportate grandi novità anche nei processi di lavorazione in cantina. E’ entrato a far parte dello staff Daniele, giovane e capace enologo con il quale sperimentiamo continuamente nuove possibilità di vinificazione, preservando il più possibile la naturalità del prodotto.

Il futuro

Fioritura viti

La nostra missione è produrre in modo sostenibile un vino di qualità, sano e senza residui dannosi per la salute. I nostri progetti per il futuro prevedono la continua ricerca di nuove metodologie e tecnologie per aiutarci nel nostro lavoro.

La storia e le tradizioni di questa terra restano una solida base su cui costruire il nostro lavoro. Continueremo a sperimentare anche il cantina intervenendo il meno possibile sul processo di vinificazione e sperimentando nuove tecniche per portare sulle vostre tavole una bottiglia dotata di personalità e che abbia alle spalle una storia virtuosa da raccontare.